Che cos’è l’algoritmo di Google

Che cos’è l’algoritmo di Google

L’algoritmo di Google può essere considerato come una formula matematica elaborata per interpretare le ricerche degli utenti sul motore.

Il fine che si pone da sempre è quello di offrire agli utenti delle risposte efficaci e pertinenti rispetto alle ricerche che essi stessi effettuano.

Quando un utente esegue una ricerca su Google, l’algoritmo, dopo aver preso in esame milioni di siti internet presenti nel suo indice, fornisce una risposta.

Tale operazione avviene in millesimi di secondi, talmente esimi da essere impercettibili per l’utente stesso.

I siti internet che vengono esaminati da Google sono analizzati secondo diverse metriche e fattori che consentono al motore di ricerca di giudicare la pertinenza e l’affidabilità del sito stesso rispetto alla ricerca effettuata dall’utente in quel momento.

I fattori che vengono presi in considerazione da Google per giudicare un sito internet sono migliaia e si influenzano tra loro.

Per tale ragione i numerosi aggiornamenti che vengono rilasciati sull’algoritmo del motore di ricerca sono a volte di difficile interpretazione e il rapporto che influenza i vari fattori tra loro cambia continuamente.

Questo determina spesso Serp molto volubili che possono subire cambiamenti anche nell’arco della stessa giornata.

Come funzionano gli aggiornamenti

Gli aggiornamenti all’algoritmo di Google, più comunemente chiamati Core Update hanno una grande influenza sulle Serp e possono provocare molte variazioni in termini di posizionamento.

Se molti di questi passano in sordina e sono noti solo agli addetti ai lavori che si accorgono delle variazioni che avvengono sulle pagine dei risultati di ricerca; molti altri vengono annunciati da Google e si tratta di aggiornamenti al Core che hanno una rilevanza e un impatto molto più elevati.

A Gennaio 2018 per esempio, Google attraverso il Webmaster Central Blog annunciava ufficialmente il lancio dello Speed Update.

Nella nota si leggeva che la velocità di scaricamento di una pagina web diventava a tutti gli effetti un fattore di posizionamento.

L’aggiornamento fu poi ufficialmente rilasciato a luglio 2018, da quel momento in poi a parità di fattori pagine web che hanno un caricamento più veloce si posizionano meglio di pagine con un caricamento più lento.

In questo caso Google ne ha preannunciato l’aggiornamento con diversi mesi di anticipo ed ha fornito poi tutta la consulenza necessaria per poterlo conoscere e per sapere come lavora.

Update Storici

Tra gli aggiornamenti all’algoritmo che Google ha rilasciato negli anni, non si può non partire da Panda.

Panda è stato il nome dato all’aggiornamento dell’algoritmo del 2011, attraverso il quale si sanciva da parte di Big G, la volontà di premiare i contenuti di qualità penalizzando pagine con contenuti duplicati, poco rilevanti e di scarso valore per l’utente.

Nel 2012 fu la volta di Penguin, aggiornamento questo nato con l’obiettivo di penalizzare i siti che acquistano link a pagamento e che fanno il cosiddetto keywordstuffing, ovvero l’utilizzo eccessivo di una parola chiave all’interno del testo con l’intento esplicito di manipolare la Serp.

Si inizia quindi a percepire quello che poi esploderà negli aggiornamenti successivi, la volontà da parte del motore di ricerca di premiare siti con contenuti di qualità.

Hummingbird, l’aggiornamento del 2013 rende questo aspetto ancora più esplicito.

Google infatti, pone l’accento sul linguaggio naturale, premiando quei contenuti che parlano all’utente in modo semplice e comprensibile.

Facendo un salto temporale e su molti aggiornamenti arriviamo poi al 2018 quando ad agosto venne dato un forte scossone a Serp specifiche: settore medico/sanitario e finanziario.

Il cosiddetto Medic Update, nacque con l’intento da parte del motore di ricerca di valutare i siti e le pagine web in base a criteri di competenza, autorevolezza e affidabilità (EAT).

I siti che ricadevano sotto questo aggiornamento vennero raggruppati sotto l’acronimo di YMYL (your money, your life).

Cosa sono le penalizzazioni

Come detto i fattori che determinano il posizionamento di un sito web sono tantissimi e in continuo aggiornamento.

Google scansiona migliaia di siti web al secondo per garantire ai suoi utenti la massima affidabilità dei risultati, garanzia che lo ha reso il primo motore di ricerca al mondo.

Non rispettare le linee guida di Big G, o sottovalutare alcuni dei fattori che reputa importanti può far incorrere il sito web in penalizzazioni.

Le penalizzazioni di Google hanno un impatto negativo sul posizionamento di un sito web, e si basano sugli algoritmi di ricerca di Google o sulle revisioni manuali.

Google può decidere quindi di premiare (posizionandolo più in alto) un sito competitors poiché meglio risponde alla query digitata dall’utente.

Ci sono poi casi più gravi di mancato rispetto delle linee guida di Google che impongono una penalizzazione manuale da parte del motore di ricerca stesso.

Una penalizzazione manuale da parte di Google verso un sito web ritenuto “colpevole” di aver utilizzato (schemi di link) ovvero links mirati a manipolare il PageRank o il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google.

Difficile in ogni caso che il tuo sito web subisca penalizzazioni manuali da parte di Google se hai affidato l’ottimizzazione a dei professionisti che conoscono bene il campo d’azione e sono costantemente aggiornamenti su tutto quello che proviene da Mountain View.

Se il tuo sito perde posizionamento, non ti preoccupare, non sei stato penalizzato, semplicemente l’aggiornamento in corso o appena passato ha premiato i tuoi competitors.

Il tuo team Seo analizzerà quanto accaduto e interverrà se lo riterrà necessario.

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